Finalità e struttura del sito
Gli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Diagnostica per Immagini da oltre 15 anni hanno un appuntamento giornaliero fisso nell'Istituto di Radiologia: un meeting point posto al centro della giornata lavorativa.
Infatti, al termine dell'impegno professionale della
mattina (ore 13,15), i medici strutturati, gli specializzandi (dal I° al IV°
anno), i medici frequentatori e, da quest'anno per le specifiche problematiche
tecniche, anche gli iscritti al Corso triennale di laurea di TSRM si incontrano
per esercitarsi in una fase di apprendimento, che può essere tradotto
pedagogicamente nel "saper essere comportamentale" e nel saper
conoscere (apprendere ad apprendere), dopo la fase del "sapere" e
"saper fare" i cui luoghi privilegiati restano: per il
"sapere" le lezioni dei docenti, per il "saper fare" il
vissuto giornaliero del lavoro in sala diagnostica.
L'incontro delle ore 13,15 ha avuto, nel tempo, una evoluzione nella sua conduzione passando da una gestione guidata dai docenti ad una autogestione diretta dagli specializzandi con un tutoraggio, dietro le quinte, da parte dei docenti la cui metodologia di assistenza potremmo chiamare "pedagogia della soglia".
Anche la metodologia di presentazione dei casi, il vissuto giornaliero del reparto, ha subito una trasformazione passando da una esposizione di problemi, supportata nella soluzione dagli strutturati e dagli esperti del reparto, ad una articolazione del "problem solving", che rispecchia il bisogno di "metacognizione", cioè, della consapevolezza del come si apprende nella personale originalità di approccio al sapere.
Ora, il punto di arrivo di questa continua evoluzione della "didattica per problemi" ci vede raggiungere un traguardo ambito soprattutto perché gestito dagli specializzandi in prima persona e con modalità di autonomia piena.
Si parte sempre dal problema del vissuto professionale nel quotidiano ma con duplice itinerario e finalità:
1) ricostruire la storia del paziente nella sua fase di ricerca e conoscenza clinica, che ha indotto alla richiesta delle indagini radiologiche, verificandone la pertinenza delle stesse;
2) ripercorrere il percorso mentale del pensiero radiologico individuando il bagaglio di conoscenze occorrenti per sapere: "percepire il segno, integrare le indagini, interpretare la semeiotica e formulare un corretto concetto radiologico che si integri con il concetto del clinico".
Avviene così l'incontro fra la clinica e le immagini e il radiologo si "clinicizza" sempre di più, cioè impara a risolvere i problemi che vengono posti dai colleghi, risolvendo anche il problema del paziente
In pratica lo specializzando riceve periodicamente copia di una richiesta radiologica; provvede, in linea con quanto richiesto dal decreto legislativo 187/00, senza peraltro interferire sul normale iter della richiesta, a:
a) approfondire i presupposti fisiopatologici che hanno portato il prescrivente a formulare la richiesta;
b) definire in dettaglio tecniche e metodiche da utilizzare in funzione delle problematiche cliniche;
c) individuare preventivamente gli elementi di semeiotica di base che dovranno essere attentamente ricercati ed analizzati con le diverse tecniche e metodiche, valutando anche preventivamente le possibili diagnosi differenziali.
Tutto questo lavoro viene presentato e discusso in fase istruttoria nella riunione delle 13,15.
Successivamente lo specializzando segue di persona le indagini radiologiche a cui viene sottoposto il paziente in rapporto alla richiesta pervenuta, consultandosi e confrontandosi se necessario con il medico strutturato.
Terminato e concluso l'iter diagnostico il caso viene nuovamente presentato alla riunione per verificare concordanze e differenze con quanto già presentato in fase istruttoria, avvalendosi dell'apporto formativo dei medici strutturati.
Lo specializzando, avvalendosi del gruppo dei webmaster dell'istituto, cura l'inserimento completo del caso nel sito del centro delle bioimmagini dell'istituto.
Ogni caso di "problem
solving” si accompagna così ad una pletora di informazioni che vengono rese
esplicitamente logiche alla propria mente.
Il rischio è quello di
perdersi, talora, nei meandri di una navigazione in un crescendo di conoscenza
che può moltiplicarsi notevolmente.
Del resto questo fatto rispecchia il bisogno di conoscenza di coloro che ricostruiscono in sé stessi il percorso mentale, che stanno seguendo, per giungere alla soluzione del caso.
Per questo si è ritenuto opportuno introdurre una "bussola" di orientamento per diversificare fra:
conoscenze necessarie e
irrinunciabili al raggiungimento del traguardo (soluzione del caso nei termini
di efficacia e nell'ottimale rapporto costo/beneficio);
conoscenze ridondanti ma utili lungo il percorso e disponibili alla consultazione.
Crediamo fermamente che questo esercizio mentale di allenamento di analisi, approfondimento, sintesi e soluzione dei casi attraverso la metodologia del "problem solving" e la metacognitività del proprio processo di conoscenza possa costituire quel punto nevralgico di capacità di autoapprendimento (imparare ad imparare) che rende possibile passare, con agilità, dal particolare delle conoscenze alla generalizzazione dei concetti e viceversa. Perché, secondo Galeno, non esistono le malattie ma i malati che vivono, nella particolarità specifica, la loro malattia.
L’ulteriore evoluzione è
quella di coinvolgere in questa impegnativa iniziativa gli specializzandi di
altre scuole. Il coinvolgimento degli specializzandi di altre scuole della nostra
Facoltà potrebbe portare ad una cogestione delle richieste radiologiche con
auspicabili positive ricadute pedagogiche sia per la “formazione radiologica”
dei medici non radiologi, che per la formazione clinica dei medici radiologi.
Per gli specializzandi in Radiologia di altre Facoltà mediche sarebbe auspicabile un loro coinvolgimento in questa nostra iniziativa sia per conoscere eventuali condivisioni o divergenze nell’orientamento delle nostre scelte radiologiche, sia per attivare una dimensione di criticità che si estenda negli altri campi del sapere, complementari alla Diagnostica per Immagini, per imparare a dialogare con i colleghi cercando di dare una risposta alle loro esigenze.
Indice dei
casi
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